Bottiglie in PET: da rifiuto a risorsa

La sostenibilità degli imballaggi dei beni di largo consumo, in particolare nel settore delle acque minerali, sta diventando un aspetto sempre più importante, in quanto parte integrante del valore del prodotto e non un semplice accessorio. Sanpellegrino è da sempre impegnata nella protezione di questo bene e nella salvaguardia dell’ambiente, per questo promuove l’utilizzo e il riciclo di bottiglie in PET.
L’evoluzione nell’ambito dei materiali per il packaging e delle tecnologie di confezionamento ha assunto un ruolo fondamentale nella valorizzazione della qualità intrinseca di un prodotto. Questo vale soprattutto per un prodotto come l’acqua minerale naturale, così sensibile che ogni piccola contaminazione potrebbe impattare sul suo gusto e valore e che per questo necessita di un contenitore altamente protettivo. Ma come fare a confezionare l’acqua in modo totalmente sicuro, senza però andare ad influire troppo sull’impatto ambientale del prodotto finale? Quale materiale preferire? Se da una parte c’è chi vota per il vetro, discriminando il PET come materiale poco sicuro e altamente inquinante, dall’altra c’è chi invece lo promuove e lo rivaluta come soluzione comoda e vantaggiosa sotto diversi aspetti. Tra i maggiori utilizzatori di PET vi è ad esempio Sanpellegrino (Gruppo Nestlé Waters) - uno dei maggiori produttori di acque minerali con le marche S.Pellegrino, Panna, Levissima, Nestlé Vera, S.Bernardo… (fonte Bevitalia Beverfood) - che sostiene la bottiglia in plastica in quanto soluzione infrangibile, sicura, leggera e soprattutto riciclabile e con ottime proprietà barriera. I vantaggi derivanti dall’uso di tale materiale sono stati illustrati anche in un recente studio che Sanpellegrino ha commissionato ad Althesys, dove è emerso ad esempio che dal 2000 al 2010 la raccolta-riciclo delle bottiglie in PET di acqua minerale ha dato all'Italia benefici per 1,2 miliardi di euro (232 milioni di euro solo nel caso di Sanpellegrino), 42 discariche e 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate. Tutto questo ha portato a ricadute importanti per il paese, anche in termini di indotto e occupazione, aprendo prospettive di ulteriori crescite. Questi dati sono stati presentati lo scorso giugno nell'ambito di una tavola rotonda che ha visto confrontarsi i massimi esperti sul tema provenienti da diverse realtà quali Sanpellegrino, Corepla, Federambiente, Movimento Consumatori, Althesys e Nestlè Waters R&D Center. Seguendo gli stessi passi della ricerca andiamo ora ad illustrare prima gli effetti del riciclo totale di imballaggi in plastica, poi quelli dell’industria delle acque confezionate e infine l’impatto della produzione di Sanpellegrino.

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Il riciclo di imballaggi in plastica Negli ultimi undici anni (2000-2010) la raccolta e il riciclo di imballaggi in plastica ha comportato un costo (o mancato beneficio) pari a 1,9 miliardi di euro e benefici incrementali pari a 4,6 miliardi di euro; le voci di costo sono legate ai maggiori oneri necessari per organizzare la raccolta differenziata e la selezione, i benefici derivano invece dal minor ricorso a materie prime, dalla riduzione della produzione e quindi dallo smaltimento dei rifiuti (117 discariche evitate) e dalle attività economiche indotte. Ne deriva che grazie alla raccolta-riciclo degli imballaggi in plastica si sono evitate 8,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, si sono risparmiati 418,5 milioni di euro di costi di smaltimento rifiuti e si sono recuperati materiali per un valore di circa 493,7 milioni di euro. Inoltre, la raccolta-riciclo degli imballaggi ha portato al paese importanti ricadute economiche e industriali: l'avvio del sistema Conai e Corepla ad esempio ha fatto nascere appositi impianti (Centri di Selezione e Stoccaggio) e crescere nuove imprese dedicate al riciclo, generando indotto e occupazione.

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L’impatto dell'industria delle acque minerali Nell'industria delle acque minerali le politiche di sostenibilità e riciclo del packaging rivestono un ruolo centrale. Gli imballaggi in questo campo sono infatti costituiti prevalentemente da bottiglie in PET che da molti anni sono oggetto di raccolta e riciclo, operazioni che producono significative ricadute economiche e che contribuiscono a far nascere o a far crescere una molteplicità di attività industriali e di servizi, che stanno dando concretezza al concetto di green economy. Parlando di indotto dobbiamo ad esempio considerare: •    I servizi di raccolta differenziata. L'avvio del sistema Conai e della raccolta differenziata hanno portato attività e occupazione (677,3 ml di euro). •    Le attività logistiche. La raccolta differenziata, rispetto a quella indifferenziata, implica un sistema assai più articolato e complesso, con un aumento dei mezzi e delle percorrenze necessarie per i trasporti. La voce è valorizzata al costo ufficiale del trasporto merci, Ministero dei Trasporti (346 ml di euro). •    I processi di selezione e riciclo, che hanno favorito la nascita e lo sviluppo di aziende specializzate, un tessuto di piccole e medie imprese. Questo indotto è stimato in funzione dei costi per la selezione e l'avvio del riciclo (424 ml di euro). •    I benefici provenienti da prevenzione per un valore pari a 23 ml di euro. La riduzione all'origine degli imballaggi implica minori volumi di rifiuti e mancati costi di raccolta, selezione e smaltimento, meno trasporti e minori emissioni di CO2.

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La posizione di Sanpellegrino «L’attenzione agli imballaggi è cruciale nelle strategie di sostenibilità dei beni di largo consumo, in particolare nel settore delle acque minerali dove sono parte integrante del prodotto e non un semplice accessorio - ha affermato durante la tavola rotonda Stefano Agostini, Presidente e Amministratore Delegato di Sanpellegrino -. Le strategie sugli imballaggi si muovono lungo tre direttrici che vedono la riduzione a monte, il riciclo e la ricerca di nuovi materiali. Soluzioni come il ciclo bottle-to-bottle, che porta all’utilizzo di R-PET (PET riciclato) per la produzione di nuove bottiglie, siamo certi aiuteranno a far percepire al consumatore il valore del riciclo. Spetta a noi come market leader in Italia dare un impulso a questi processi». In particolare, nel settore acque minerali l’azienda ha adottato politiche di lightweighting che in undici anni hanno ridotto il consumo di PET per la produzione di bottiglie di circa il 16%, pari a 9.000 tonnellate. Nel settore beverage, che comprende sia le acque minerali che i soft drinks, dal 2007 al 2010 Sanpellegrino ha raggiunto alcuni importanti risultati, come ridurre il consumo degli imballaggi primari e secondari (-5,7%), i consumi idrici (-25%), la produzione di rifiuti (-9%), le emissioni di ossido di zolfo (-11%). La raccolta-riciclo delle bottiglie prodotte da Sanpellegrino ha contribuito a portare al paese benefici complessivi per 232 milioni di euro. Le principali voci che hanno contribuito a questo bilancio sono quelle ambientali e dell’indotto. Sotto il profilo ambientale, il riciclo delle bottiglie di PET dell’azienda ha permesso di evitare l’emissione di circa 559.000 tonnellate di CO2. Il volume degli imballaggi riciclati è pari a 204.863 tonnellate, che corrisponde a 8 discariche evitate. La raccolta differenziata ha poi permesso di recuperare materie prime seconde da riciclare per un valore stimato in oltre 35 milioni di euro. Un contributo importante arriva anche dalle politiche di prevenzione, cioè dalla riduzione del peso degli imballaggi. In termini di indotto, il contributo è da ascrivere sia alle attività di raccolta differenziata delle bottiglie in PET sia alle successive fasi di selezione e avvio al riciclo. Nel complesso si è sviluppato un indotto, nuove attività economiche e occupazione, per circa 152,8 milioni di euro, al netto dei relativi costi. In conclusione risulta chiaro quanto il carattere sostenibile degli imballaggi dei beni di largo consumo, in particolare nel settore delle acque minerali, diventerà un aspetto sempre più importante, in quanto parte integrante del valore del prodotto e non un semplice accessorio.

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Un progetto concreto a favore dell’ambiente Attraverso l’impegno in sostenibilità e le ricerche condotte in collaborazione con il Nestlé Waters R&D Center, Sanpellegrino ha lanciato sul mercato ‐ a dicembre 2010, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n.113 del 18 maggio 2010 che consente di commercializzare in Italia l’acqua minerale in bottiglie prodotte con PET riciclato, in una percentuale massima del 50% ‐ un’innovativa bottiglia per il marchio Levissima: “LaLitro”. La nuova bottiglia nel formato da 1 litro è realizzata con una percentuale di PET riciclato (R‐PET) pari al 25%, in grado di garantire sicurezza igienico‐sanitaria, funzionalità del contenitore e preservando come sempre le qualità specifiche e la purezza dell’acqua minerale.