Grazie ai nuovi aggiornamenti la lega 6026LF by Eural risponde pienamente ai requisiti richiesti dalla stessa. Il riconoscimento, ottenuto a seguito di specifiche prove di laboratorio, rappresenta un importante ampliamento delle potenzialità applicative della lega, già apprezzata nei settori della meccanica, dell’automotive, della pneumatica e della componentistica elettrica ed elettronica. La lega può ora essere utilizzata negli impianti e nella componentistica destinati alla produzione e all’impiego in ambito food.
6026LF: ALTA LAVORABILITÀ E CONFORMITÀ NORMATIVA PER IL FOOD
La lega 6026LF by EURAL si distingue per la sua eccellente lavorabilità, elevata resistenza alla corrosione e notevole eco-compatibilità. In virtù di queste proprietà, rappresenta una valida alternativa per le lavorazioni ad alta velocità, rispetto alle leghe tradizionalmente impiegate in ambito alimentare, come la 6061, la 6082 e la 6063. In particolare, consente di ottimizzare i tempi, grazie alla formazione di trucioli corti e di ottenere una migliore qualità superficiale del prodotto finito, contribuendo a una produzione più efficiente e, al contempo, rispettosa dell’ambiente. Per le forniture destinate al contatto con gli alimenti, Eural garantisce il rispetto degli standard applicabili, attraverso controlli di routine, con particolare attenzione alle eventuali tracce di piombo. Sebbene nella sua composizione originale, la lega 6026LF, sviluppata da Eural, ammetta un valore non superiore allo 0,05%, la formula specifica per l'industria alimentare risponde al limite fissato a 100 ppm (0,0100%), in conformità con i requisiti di sicurezza previsti dalla norma UNI EN 602:2026.
IDONEITÀ AL CONTATTO ALIMENTARE: LE EVIDENZE SPERIMENTALI SULLA 6026LF
Per comprovarne l’idoneità, alcune barre in lega 6026LF by EURAL sono state oggetto di approfondite analisi strumentali. I test hanno incluso la caratterizzazione microstrutturale, la valutazione della resistenza alla corrosione della lega grezza e anodizzata, oltre a prove specifiche sulla migrazione del bismuto (Bi), presente in lega in una concentrazione inferiore all’1%.
Nello specifico, dalle osservazioni in SEM - Microscopia Elettronica a Scansione, alle analisi EDS - Spettroscopia a Dispersione di Energia - e GD-OES - Spettroscopia di Emissione Ottica a Scarica Luminescente - non hanno rilevato tracce di bismuto sugli strati superficiali esterni delle barre anodizzate. La resistenza alla corrosione è stata testata attraverso prove del comportamento elettrochimico compiute su sezioni di mezzo centimetro di barra, incapsulate in resina epossidica. I test sono stati eseguiti sia a temperatura ambiente che a 50 °C, per simulare le condizioni operative tipiche dei processi dei macchinari alimentari. Le prove hanno evidenziato una maggiore vulnerabilità all’azione degli agenti corrosivi del materiale non trattato. Al contrario, grazie alla formazione di uno strato di ossido protettivo e uniforme, nei campioni anodizzati in 6026LF il degrado elettrochimico è significativamente limitato.
Le prove di migrazione del bismuto, effettuate secondo il Regolamento (UE) 10/2011 (MOCA), hanno simulato le condizioni più critiche di contatto prolungato tra la lega grezza 6026LF by EURAL e gli alimenti. Esposti per 10 giorni a 60 °C in diversi liquidi simulanti - acido acetico 3%, acqua, etanolo 10% e olio – i campioni hanno mostrato alterazioni visive solo in acido acetico e opacizzazione a contatto con acqua ed etanolo, senza variazioni in olio. Ulteriori prove della durata di 1 ora a 175 °C con simulante oleoso e a 200 °C in ossido di polifenilene modificato non hanno evidenziato rilascio significativo di bismuto, dimostrando l’idoneità della lega anche per applicazioni ad alte temperature.
NESSUNA CRITICITÀ LEGATA AL BISMUTO
Infine, la valutazione tossicologica, secondo le linee guida dell’EFSA, considera il bismuto come uno dei metalli pesanti a più basso profilo di rischio, in virtù della sua ridotta solubilità e della conseguente limitata biodisponibilità sistemica. Le evidenze scientifiche, attualmente disponibili, indicano che il bismuto non presenta proprietà mutagene, cancerogene né effetti tossici sulla riproduzione. Sulla base dei dati tossicologici più affidabili e conservativi, è stato calcolato un valore di Assunzione Giornaliera Tollerabile (TDI) pari a 0,08 mg/kg peso corporeo/giorno, in linea con le linee guida FCA 2020. Per un adulto di 60 kg, ciò corrisponde a un’assunzione sicura di 4,8 mg al giorno. I test di migrazione condotti su materiali a contatto con alimenti hanno mostrato valori largamente inferiori a questo limite, indicando l’assenza di criticità legate al rilascio di bismuto.
“Le analisi condotte sulla lega 6026LF by EURAL ne confermano l’elevato carattere innovativo”, dichiara Giorgio Di Betta, Sales Director di Eural Gnutti che prosegue: “Grazie alla sua straordinaria lavorabilità, alle alte performance, all’incredibile versatilità e, non da ultimo, alla conformità con le più recenti normative europee su sicurezza, salute e sostenibilità dei materiali, la lega, diventa la soluzione ideale anche per il settore alimentare”. E conclude: “Il suo ingresso in questo comparto dimostra la capacità di Eural di mettere il proprio know-how metallurgico al servizio di clienti con esigenze produttive sempre più specifiche”.
Eural Gnutti ha presenta la lega 6026LF certificata per il contatto alimentare alla fiera CibusTec 2026.