Gli imballaggi in acciaio come modello di economia circolare

Con Federico Fusari, direttore generale del Consorzio Ricrea, scopriamo come gli imballaggi in acciaio stiano vivendo una nuova centralità industriale grazie a riciclabilità totale, performance tecniche e filiere sempre più efficienti, diventando un riferimento per la transizione circolare del packaging.
❱ Qual è oggi il ruolo di RICREA all’interno della filiera dell’acciaio e, in particolare, nel sistema di gestione e riciclo degli imballaggi in acciaio?

RICREA è il Consorzio nazionale che gestisce e assicura il riciclo di tutti gli imballaggi in acciaio (barattoli, scatolette, latte, fusti, tappi, coperchi e bombolette) provenienti dalla raccolta differenziata, operando come uno dei sette consorzi di filiera del Sistema CONAI. RICREA svolge una funzione di cerniera tra il mondo del consumo e quello della produzione siderurgica, garantendo che gli imballaggi in acciaio post-consumo ritornino alle acciaierie come materia prima seconda. Grazie alla riciclabilità infinita dell’acciaio, il Consorzio chiude il cerchio dell’economia circolare, reinserendo il materiale recuperato nel ciclo produttivo siderurgico. Collabora con una rete capillare di impianti specializzati (acciaierie, rigeneratori, operatori) per garantire la corretta valorizzazione dei rifiuti di imballaggio in acciaio. Investe nella rigenerazione di fusti e cisternette, promuove l’ecodesign e l’ottimizzazione del rapporto peso-superficie degli imballaggi. Lavora insieme a CONAI e agli altri consorzi di filiera per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei di riciclo previsti dal d.lgs. 152/2006 e dalle direttive UE. Infine svolge, di concerto con i Comuni italiani, un ruolo di informazione ed educazione presso i cittadini al riconoscimento e corretto conferimento in raccolta differenziata e degli imballaggi in acciaio.

❱ La raccolta e il riciclo degli imballaggi in acciaio hanno raggiunto risultati importanti a livello europeo e, soprattutto, in Italia. Quali sono i principali fattori che hanno contribuito a questa evoluzione e quali sono ancora le criticità da affrontare?

L’Italia ha raggiunto risultati eccellenti nel riciclo degli imballaggi in acciaio, superando l’82% di tasso di riciclo e oltrepassando già oggi l’obiettivo UE dell’80% previsto per il 2030, con oltre 442 mila tonnellate riciclate nel 2025 (circa 4,8 kg per abitante). Questo grazie ad una serie di fattori legati a vari ambiti. In primis quelli legate alle proprietà intrinseche dell’acciaio quali: la sua riciclabilità all’infinito; la sua magneticità che rende semplice la sua selezione presso le piattaforme dove arriva dalla raccolta multimateriale. Un altro asset importante è rappresentato dall’efficacia del sistema consortile che garantisce un coordinamento tra tutti gli attori della filiera e una rete capillare di operatori accreditati specializzati nel trattamento del nostro materiale. Infine una sempre più crescente consapevolezza ambientale da parte dei cittadini che si impegnano quotidianamente a fare la raccolta differenziata. Guardando invece alle criticità c’è da lavorare molto presso alcune realtà territoriali, che presentano percentuali basse di raccolta a causa di una non ottimale gestione nell’attività sul territorio o di mancanza di impianti di selezione.

❱ L’economia circolare richiede una sempre maggiore collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Come sta evolvendo il rapporto tra RICREA, aziende produttrici, utilizzatori di imballaggi, gestori della raccolta e industria del riciclo?

Il rapporto tra RICREA e gli attori della filiera sta evolvendo verso un modello sempre più collaborativo, integrato e orientato alla sostenibilità condivisa, con partnership strutturate che coinvolgono l’intera catena del valore. Dal 2018 RICREA ha formalizzato protocolli d’intesa con le cinque principali associazioni della filiera acciaio: ANFIMA (Fabbricanti di Imballaggi Metallici), ANICAV (Industriali Conserve Alimentari Vegetali), ANCIT (Conservieri Ittici), AIA (Associazione Italiana Aerosol), FIRI (Federazione Italiana Rigeneratori). Queste collaborazioni creano sinergie lungo tutta la filiera che hanno prodotto risultati in vari campi come quello della Comunicazione con numerose iniziative quali ad esempio “#Spraysereno” o “Il pomodoro per la ricerca in barattolo riciclabile” e “Lezioni di Etichetta”.

❱ Quanto incidono oggi progettazione e caratteristiche dell’imballaggio sulla sua riciclabilità? E quali sono, secondo RICREA, le direzioni verso cui dovrebbe muoversi l’ecodesign degli imballaggi in acciaio?

La progettazione e le caratteristiche dell’imballaggio incidono significativamente sulla sua riciclabilità, anche se l’acciaio gode di un vantaggio intrinseco: è riciclabile infinite volte senza perdere le sue proprietà, indipendentemente dal numero di cicli di riciclo. Tuttavia, alcune scelte progettuali possono facilitare o complicare il processo di recupero e valorizzazione. Sicuramente grazie alla proprietà magnetica dell’acciaio, gli imballaggi possono essere facilmente separati da altri materiali durante la raccolta differenziata. Progettare imballaggi che mantengano questa caratteristica (evitando contaminazioni eccessive con materiali non ferrosi) facilita il processo di selezione. Per imballaggi industriali invece come fusti e cisternette, la progettazione orientata alla rigenerazione (riutilizzo 7-10 volte prima del riciclo) genera benefici ambientali ed economici superiori rispetto al riciclo immediato, evitando la fusione e riducendo drasticamente il consumo energetico già dal secondo ciclo. 

Per quanto riguarda invece le direzioni dell’ecodesign secondo RICREA in primis c’è la prevenzione e ottimizzazione del rapporto peso-superficie. RICREA pone massima attenzione con i produttori di imballaggi nella riduzione del peso degli imballaggi, mantenendo le prestazioni protettive, minimizzando l’uso di materia prima e le emissioni associate alla produzione. Non da meno sono anche gli sforzi congiunti nella progettazione per la rigenerazione favorendo imballaggi industriali ricondizionabili e riutilizzabili multiple volte prima del riciclo, come già avviene con fusti e cisternette. RICREA investe attivamente in queste attività di ricondizionamento. 

Infine progettare imballaggi con etichette ambientali esaustive ma semplici, che guidino i consumatori al corretto conferimento nella raccolta differenziata. RICREA collabora con ANFIMA e Metal Packaging Europe (MPE) per promuovere la riconoscibilità della riciclabilità totale dell’acciaio.

❱ Con l’entrata in scena del PPWR, la transizione verso un’economia realmente circolare diventa ancora più centrale. Quale ruolo può giocare RICREA nell’accompagnare la filiera e, allo stesso tempo, diffondere una maggiore cultura del riciclo tra cittadini e consumatori?

Si tratta di consolidare il buon lavoro fatto in questi trenta anni di attività, superando, da un lato, le differenze di performance qualitative e quantitative ancora presenti nel paese e, dall’altro, lavorando ancora più in profondità sulla qualità della raccolta. Ricordiamo sempre infatti che un materiale più pulito in ingresso in un impianto di riciclo riduce tempo ed energia per la sua raffinazione e trasformazione in nuova materia prima.

❱ Guardando al futuro, quali saranno secondo voi le sfide più rilevanti per il riciclo di imballaggi in acciaio nei prossimi anni? Quali sono le strategie di RICREA per contribuire a rendere la filiera sempre più circolare ed efficiente?

Il rottame ferroso diventerà sempre più strategico nell’economia siderurgica del futuro, per una oramai irreversibile tendenza al cambiamento tecnologico nella produzione, specie per motivi ambientali – ricordando che a livello di impatto ambientale le emissioni climalteranti nel ciclo da rottame e forno elettrico sono 8 volte inferiori a quello che prevede l’utilizzo di minerale ferroso e carbone. Per essere pronti occorre lavorare su due fronti: la creazione di nuovi impianti di selezione performanti e la qualità della raccolta differenziata che deve crescere. Dobbiamo infatti iniziare a parlare di riciclo e non più di raccolta differenziata, perché è sul primo che il progresso tecnologico dovrà fondarsi.
Enti e associazioni: CONSORZIO RICREA
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