Pallets impilabili inka: export sicuro, mare pulito

Sempre più spesso sentiamo parlare in televisione e sui giornali di inquinamento ambientale. Ultimamente si inizia per esempio a parlare delle isole di plastica che si sono formate nei mari e negli oceani e degli effetti che a lungo andare queste sostanze provocano all’ambiente.
La plastica infatti è uno dei principali materiali inquinanti del pianeta e impiega centinaia di anni per degradarsi; si accumula creando danni alla flora, alla fauna, nonché all’uomo stesso. La situazione è sempre più grave e si stima che ogni anno più di 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano nei nostri mari. Non solo i grandi oceani ma anche il nostro Mar Mediterraneo è seriamente coinvolto in questo grave problema. Tra le forme più pericolose di inquinamento troviamo proprio le microplastiche: questo materiale infatti a causa di sole, vento ed altri fattori, si fotodegrada, ovvero si disintegra in minuscole particelle che entrano a far parte della catena alimentare dei pesci, che poi mangiamo. Ma non solo. Le particelle di microplastica hanno inquinato anche laghi, fiumi e falde acquifere. Secondo uno studio commissionato da Orb Media, l’80% dei campioni di acqua del rubinetto (anche potabile) raccolte in tutti e cinque i continenti è inquinata da fibre plastiche. Insomma, la plastica che viene prodotta, usata e gettata ritorna sulle nostre tavole con effetti preoccupanti sulla salute umana.

Se in molti casi, come nel packaging primario, non è stato ancora possibile sostituire la plastica, per altre casistiche, come ad esempio per i pallets, ci sono materiali a bassissimo impatto ambientale che possono essere impiegati al loro posto.

Nel caso dei bancali utilizzati per le spedizioni a perdere, la Corno Pallets è in grado di offrire un’alternativa più ecologica e più economica rispetto a quelli in plastica: il pallet in legno pressato Inka.

Il pallet INKA risulta una scelta ecologica a 360°, perché composto all’85% da legno residuo controllato da smaltire (legno da riciclo) e per il 15% circa da una resina ureica condensata a fare da legante. Il materiale viene convogliato in stampi e pressato a caldo. Ne esce un materiale robusto ed asciutto. L’ ISPM15, lo standard internazionale adottato in tutto il mondo con lo scopo di attenuare il rischio di introduzione e/o diffusione di organismi nocivi attraverso gli scambi delle merci e degli imballaggi di legno, classifica i bancali INKA tra i “processed wood pallet” esentandoli da qualunque trattamento antiparassitario.Completamente biodegradabile, Inka si smaltisce facilmente come un qualunque prodotto di legno e addirittura sbriciolato sul terreno diventa un fertilizzante.

l pallets Inka possiedono anche la certificazione PEFC che garantisce la provenienza delle materie prime utilizzate da boschi a gestione sostenibile. Ad esempio non devono essere usati fertilizzanti e trattamenti per le piante per aumentarne la produzione, non devono essere effettuati disboscamenti e deve essere promossa la crescita di vegetazione mista.

Per concludere uno sguardo anche al lato economico: il pallet inka risulta decisamente meno costoso non solo come prezzo ma anche in termini di contributo Conai: si passa dagli € 0,179/kg per un pallet in plastica, agli € 0,007/ kg per un pallet inka.

Prodotti e tecnologie: CORNO PALLETS
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