Paolo Engaldini, General Manager e seconda generazione della famiglia, afferma infatti: “Abbiamo subìto indirettamente la concorrenza di Amazon, non per i prodotti, ma per le modalità con le quali Amazon opera sul mercato: ricevere ordini in qualsiasi momento ed evasione garantita in 24 ore. Questo ha portato i clienti a cambiare le aspettative in tema di tempistiche e tracciabilità”.
Le attività quotidiane di Engaldini sono legate a oltre 14.000 SKU (Stock Keeping Unit) di merce che vanno dalla minuteria ai colli pesanti, con ordini che possono variare da una singola scatola a diversi pallet completi. Operando anche nell’e-commerce, l’azienda ha individuato due esigenze principali: evadere gli ordini in tempi sempre più rapidi e conoscere in tempo reale le giacenze di magazzino attraverso un unico sistema in grado di gestire entrambe le attività.
Prima fase dell’integrazione: la consulenza
Nel 2018 Engaldini è entrata in contatto con Incaricotech che, dopo aver analizzato la movimentazione interna, le modalità di picking, la tipologia di merce trattata e i flussi logistici dell’azienda, ha progettato un sistema tuttora in essere. Loris Gasparini, CEO di Incaricotech, afferma: “Ritengo sia inutile investire in un prodotto che non risolve le specifiche difficoltà di un’azienda. Per questo credo fermamente che l’introduzione di un magazzino verticale debba avvenire sempre a valle di una consulenza mirata: ogni azienda ha i propri ostacoli e la propria organizzazione preesistente, per questo bisogna capire quale magazzino verticale sia più adatto”.
Dall’analisi è emersa la necessità di integrare due diverse tipologie di magazzino verticale: il Rotomat per il prelievo degli articoli ad alta rotazione – specialmente per l’e-commerce – e il Lean Lift per lo stoccaggio delle scorte. È stato creato un flusso logistico continuo che collega approvvigionamento, movimentazione della merce e preparazione degli ordini.
L'automazione come percorso, non come punto di arrivo
Tra il 2018 e il 2019 è stato installato il primo magazzino verticale Incaricotech, seguito da altri undici nell’arco di cinque anni. Paolo Engaldini aggiunge: “L’unica manutenzione registrata è stata quella ordinaria, quindi, osservando la solidità e l’affidabilità delle prime soluzioni, abbiamo deciso di investire ulteriormente in magazzini verticali. C’è da dire che siamo stati aiutati anche da una tassazione molto agevolata in quegli anni”.
Infatti, l'investimento di Engaldini si è sviluppato negli anni in cui gli incentivi del Piano Industria 4.0 (2017-2019) e successivamente, del Piano Transizione 4.0 (dal 2020 al 2025) - le cui agevolazioni sono state sostituite dal nuovo iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 - hanno favorito l'adozione di beni interconnessi, con l'obiettivo di sostenere la trasformazione digitale dei processi produttivi e logistici delle imprese italiane.
Nel corso del progetto, l’automazione è stata introdotta gradualmente. Dopo il primo impianto, Engaldini ha monitorato i risultati ottenuti nella preparazione degli ordini, estendendo progressivamente il sistema alle referenze ancora gestite sulle scaffalature tradizionali fino a raggiungere gli attuali dodici magazzini verticali. Parallelamente, è stato sviluppato un ecosistema digitale in cui il gestionale aziendale, il WMS, i terminali di picking, l’e-commerce e il software di spedizione dialogano tra loro, consentendo di sincronizzare automaticamente le giacenze, coordinare le missioni di prelievo e condividere le informazioni necessarie lungo tutto il processo logistico. Nel tempo, infatti, il progetto è stato esteso anche alle fasi successive della preparazione degli ordini, fino alla generazione automatica delle etichette e alla comunicazione con i vettori.
Integrare i sistemi, riorganizzare i processi operativi
Sebbene l’inserimento dei magazzini verticali automatici sia avvenuto gradualmente, Engaldini ha comunque dovuto introdurre cambiamenti significativi all’interno dei propri processi.
L’azienda veneta ha infatti dovuto affrontare una fase iniziale di riorganizzazione, ricodificando e rietichettando l’intero stock, configurando il sistema e riorganizzando i flussi operativi. Avendo come obiettivo l’adattamento ai nuovi ritmi della filiera logistica, oltre a introdurre le nuove tecnologie Incaricotech, Engaldini ha dovuto revisionare e aggiornare le modalità operative già consolidate, ad esempio, con la formazione degli operatori nell’adozione di nuove procedure e di una gestione sempre più basata sui dati. Paolo Engaldini riassume: “Il magazzino verticale automatizzato è un cavallo di razza, e va domato”.
Allo stesso tempo, è cambiata anche la logica di gestione del magazzino. Grazie all’integrazione con il WMS, la collocazione degli articoli viene continuamente aggiornata in funzione della loro rotazione e delle abitudini di acquisto dei clienti, suggerendo come distribuire le referenze per ridurre i tempi di prelievo e ottimizzare gli spostamenti degli operatori. Lo stesso principio è stato applicato anche all’e-commerce aziendale: le disponibilità pubblicate online vengono aggiornate automaticamente sulla base delle giacenze gestite dal WMS, evitando, ad esempio, che vengano acquistati prodotti già impegnati.
I risultati dei cambiamenti legati allo sviluppo aziendale
L’ecosistema sviluppato da Engaldini insieme a Incaricotech ha progressivamente prodotto risultati misurabili. Grazie all’ottimizzazione gestionale resa possibile dai magazzini verticali e dal WMS, Engaldini ha ridotto del 50% gli errori di picking e dell’80% le spedizioni parziali, con un impatto positivo anche sugli utili aziendali. Inoltre, ha ottimizzato l’utilizzo degli spazi disponibili, ha abbattuto i tempi di evasione degli ordini e ha migliorato la tracciabilità delle movimentazioni interne, rendendo possibile ricostruire il percorso di ogni articolo durante le diverse fasi della preparazione degli ordini e verificare più rapidamente eventuali anomalie.
L’esperienza maturata rappresenta un esempio di come l’integrazione tra sistemi informativi, automazione e organizzazione del lavoro possa essere sviluppata progressivamente anche in aziende caratterizzate da migliaia di referenze, ordini eterogenei e canali di vendita differenti.
Loris Gasparini conclude: "Negli anni questo progetto è diventato anche un punto di riferimento per noi. Quando un'azienda vuole capire come un sistema di questo tipo possa essere integrato in una realtà produttiva già esistente, spesso la accompagniamo a visitare l'impianto Engaldini".