Maurizio Bertocco, presidente Ucima, una nuova fase per il packaging italiano

In occasione dell'Assemblea generale di Ucima, i soci hanno eletto Maurizio Bertocco alla presidenza dell'associazione per il quadriennio 2026-2030. Rafforzare la competitività delle imprese associate, sostenere l'innovazione di prodotto e di processo, sviluppare gli strumenti per interpretare con maggiore consapevolezza gli scenari internazionali, queste le tre priorità del neoeletto Presidente. L'Assemblea è stata anche l'occasione per presentare la fotografia più aggiornata del comparto, da cui emerge un'industria in ulteriore espansione con un giro d'affari del comparto nel 2025 che sfiora i 10,5 miliardi di euro.
Cambio al vertice di Ucima, l'associazione che rappresenta i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l'imballaggio. Nel corso dell'Assemblea generale, ospitata negli spazi dell'Acetaia Leonardi di Magreta - realtà simbolo della tradizione manifatturiera emiliana, cornice non casuale per un appuntamento dedicato al futuro del comparto - i soci hanno eletto Maurizio Bertocco alla presidenza dell'associazione per il quadriennio 2026-2030. Bertocco raccoglie il testimone da Riccardo Cavanna, al termine di un mandato che ha accompagnato il settore in una fase di crescita costante, e si prepara ora a guidare un comparto che si conferma tra i più solidi e internazionalizzati dell'intera meccanica strumentale nazionale.
Alla guida di ILPRA SpA, PMI innovativa quotata in borsa con sede a Mortara, in provincia di Pavia, Bertocco porta in associazione l'esperienza di un'azienda attiva dal 1955 nella progettazione e costruzione di macchine per il confezionamento destinate ai settori alimentare, cosmetico e medicale. Un profilo che unisce continuità imprenditoriale e apertura ai mercati internazionali, elementi che lo stesso neopresidente ha indicato come tratti distintivi dell'intero comparto rappresentato da Ucima.
Nel discorso di apertura dei lavori, il neopresidente ha indicato tre direttrici come priorità del proprio mandato: rafforzare la competitività delle imprese associate, sostenere l'innovazione di prodotto e di processo, sviluppare gli strumenti per interpretare con maggiore consapevolezza gli scenari internazionali. Una traccia che riprende, non a caso, il titolo scelto per l'evento, "Traiettorie", pensato come occasione di confronto sulle rotte di sviluppo dell'industria manifatturiera italiana.

Un settore che continua a correre
L'Assemblea è stata anche l'occasione per presentare la fotografia più aggiornata del comparto, elaborata dal Centro Studi di Ucima Mecs attraverso la 14esima Indagine Statistica Nazionale, condotta su un campione di 629 imprese che complessivamente occupano 40.611 addetti, in leggero aumento (+0,3%) rispetto al 2024.
Il quadro che emerge è quello di un'industria in ulteriore espansione: nel 2025 il giro d'affari del comparto sfiora i 10,5 miliardi di euro, con una crescita del 4% su un 2024 che già aveva segnato risultati record.
A trainare i risultati è soprattutto la domanda interna, cresciuta del 9,9% fino a raggiungere 2,27 miliardi di euro, pari al 21,7% del fatturato complessivo: un progresso alimentato in particolare dai comparti food e farmaceutico, entrambi sopra il 15% di crescita sul mercato nazionale.
Resta comunque l'estero il motore principale del settore: le esportazioni hanno toccato 8,19 miliardi di euro, il 78,3% del fatturato totale, in aumento del 2,5%. La quota export media delle aziende del comparto si mantiene elevatissima, all'85,4%. Un risultato che, sottolinea Ucima, conferma la tenuta delle tecnologie italiane sui mercati internazionali nonostante un contesto segnato da tensioni geopolitiche e barriere commerciali crescenti, grazie anche alla solidità della filiera e della subfornitura nazionale.
Per quanto riguarda le aree di destinazione, l'Unione Europea resta il primo mercato di sbocco, con 2,4 miliardi di euro e una quota del 36,8% sull'export complessivo. Segue l'Asia, che vale 1,09 miliardi (16,6%), davanti al Nord America, fermo a 1,03 miliardi (15,7%). Completano la classifica l'Europa extra-UE (748,1 milioni, 11,3%), il Sud America (717,9 milioni, 10,9%) e l'insieme di Africa e Oceania (575,4 milioni, 8,7%).
Sul fronte dei settori clienti, food e beverage restano i principali sbocchi per le macchine italiane, assorbendo insieme il 55,4% del fatturato: il food vale da solo 3,26 miliardi (31,2%), il beverage 2,54 miliardi (24,2%). Al terzo posto si posiziona il raggruppamento che comprende tissue, tabacco e altri settori, con 2,05 miliardi (19,6%), mentre il farmaceutico si conferma in forte progressione, arrivando a 1,84 miliardi (17,6%).
Guardando alle tipologie di macchine, il packaging primario resta la voce di fatturato più consistente, con il 52,5% del totale. A trainare questo segmento sono soprattutto le formatrici-riempitrici-chiuditrici, che da sole valgono 2,28 miliardi di euro - il 21,8% del fatturato complessivo - in crescita dell'1,9%. Seguono le riempitrici e dosatrici, a quota 1,88 miliardi (18%). Tra le tecnologie che corrono più veloci si segnalano le macchine per la pallettizzazione (+8,1%) e le astucciatrici-incartonatrici (+7,5%).
Dal punto di vista territoriale, la cosiddetta Packaging Valley emiliano-romagnola si conferma il baricentro produttivo del settore: nella regione hanno sede 214 aziende, pari a un terzo del totale nazionale, che generano da sole il 61,2% del fatturato complessivo - oltre 6,4 miliardi di euro - e danno lavoro a più di 22.380 persone. Lombardia, Veneto e Piemonte completano la geografia produttiva del comparto.
Sul piano occupazionale, i 40.611 addetti censiti nel 2025 confermano un trend di crescita ormai consolidato: rispetto a dieci anni fa il settore ha creato oltre 13.000 nuovi posti di lavoro.
"Anche nel 2025 il settore delle tecnologie per il packaging ha dimostrato una straordinaria capacità di crescita e adattamento", ha commentato Bertocco. "Raggiungere i 10,5 miliardi di euro in uno scenario internazionale attraversato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e nuove barriere commerciali conferma la solidità della nostra industria e dell'intera filiera che la sostiene. Guardiamo al futuro con fiducia, ma anche con la consapevolezza che le dinamiche geopolitiche, l'evoluzione degli scambi internazionali e le trasformazioni tecnologiche in atto richiedono uno sforzo continuo di analisi e comprensione. Solo interpretando fino in fondo questi cambiamenti potremo trasformarli in opportunità e continuare a rafforzare la competitività del packaging italiano nel mondo".
Le parole del neopresidente restituiscono il senso complessivo dell'Assemblea di Magreta: un settore che, pur muovendosi in uno scenario internazionale reso più incerto da tensioni commerciali e riassetti geopolitici, conferma la propria capacità di crescere e di rinnovarsi. Il quadriennio che si apre con Bertocco alla guida di Ucima si annuncia dunque come una fase decisiva per consolidare i risultati raggiunti e per proiettare l'industria italiana del packaging verso nuovi traguardi.
Enti e associazioni: UCIMA