ELAP amplia l’ecosistema IO-Link

A Parma ELAP presenta i nuovi trasduttori lineari assoluti IO-Link, estendendo una gamma di componenti sviluppati per questo protocollo, già avviata con gli encoder assoluti e con gli encoder assoluti a filo.
Dopo l’introduzione degli encoder assoluti IO-Link, ELAP amplia la gamma con i trasduttori lineari assoluti, nati per applicazioni in cui la misura di posizione deve essere non solo precisa e ripetibile, ma anche facilmente accessibile e gestibile all’interno dell’architettura di controllo. I dispositivi offrono linearità fino a ±0,075% e una ripetibilità inferiore a 0,01 mm. La risoluzione fino a 4096 posizioni lungo la corsa consente inoltre una lettura dettagliata dello spostamento, mentre la possibilità di lavorare su corse comprese tra 50 e 950 mm amplia significativamente il campo di utilizzo.
L’integrazione del protocollo IO-Link, conforme alla versione 1.1, introduce una comunicazione bidirezionale che consente non solo la trasmissione del dato di processo, ma anche l’accesso a parametri, diagnostica e notifiche. La presenza di funzionalità come data storage, parametri bloccabili e soglie di allarme posizione permette di configurare il dispositivo in modo puntuale e di mantenerne la coerenza operativa anche in caso di sostituzione.

Perché IO-Link non è “solo un protocollo”
L’adozione del protocollo IO-Link rappresenta uno degli elementi più significativi dell’evoluzione recente nei sistemi di misura industriali, perché interviene su un punto critico spesso sottovalutato: il cosiddetto “ultimo metro”, ovvero il collegamento tra sensore e sistema di controllo. IO-Link introduce una comunicazione digitale punto-punto che consente al dispositivo non solo di trasmettere il dato di posizione, ma anche di scambiare informazioni in modo strutturato con il sistema.
“La differenza reale si vede quando si passa dalla gestione del segnale alla gestione del dato”, osserva Luca Bruschi, responsabile commerciale ELAP. “Con IO-Link il dispositivo non si limita a fornire una misura: mette a disposizione informazioni utili per configurazione, diagnostica e monitoraggio continuo”.
I vantaggi sono concreti. Il cablaggio è semplificato perché alimentazione e comunicazione viaggiano sullo stesso cavo non schermato, riducendo tempi e complessità di installazione. La compatibilità con i principali bus di campo, tramite master IO-Link, consente inoltre di integrare facilmente i dispositivi anche in impianti esistenti.
Uno degli aspetti più apprezzati in ambito industriale è la gestione automatica dei parametri. Il master memorizza la configurazione del dispositivo e, in caso di sostituzione del sensore, è in grado di ripristinarla automaticamente senza interventi manuali. A questo si aggiunge la possibilità di accedere a dati diagnostici e notifiche in tempo reale.

Dall’encoder al trasduttore
L’introduzione dei trasduttori IO-Link si inserisce in un percorso già avviato da ELAP con gli encoder assoluti basati sullo stesso protocollo. Questa continuità tecnologica consente ai progettisti di lavorare su una piattaforma coerente, semplificando l’integrazione di diversi dispositivi di misura all’interno della stessa architettura di comunicazione. Il risultato è un sistema più omogeneo, in cui la gestione dei dati di posizione – sia rotativi che lineari – può essere affrontata con logiche uniformi.
Un aspetto centrale nello sviluppo dei trasduttori riguarda la loro affidabilità operativa. I dispositivi sono progettati per sostenere cicli di lavoro elevati, con una vita utile dichiarata fino a 100 milioni di manovre, e per operare in condizioni ambientali tipiche dell’industria, grazie a una struttura meccanica robusta con custodia in alluminio anodizzato e stelo in acciaio inox.
Le caratteristiche ambientali, tra cui resistenza a vibrazioni fino a 15 g e urti fino a 50 g, unite a un grado di protezione IP65 e a un intervallo di temperatura operativa compreso tra -10 e +80°C, rendono questi dispositivi adatti a contesti applicativi dove la continuità di funzionamento è un requisito imprescindibile.
In questo quadro, il tema della manutenzione assume un ruolo diverso rispetto al passato.
“I trasduttori sono progettati per lavorare a lungo senza richiedere interventi frequenti”, conclude Bruschi. “Più che parlare di manutenzione, oggi ha senso parlare di corretta selezione e corretta integrazione”.

ELAP a SPS Italia
Pad.5 Stand F026
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